Il dolore è stato a lungo definito come un inevitabile “segnale di allarme”, o un sintomo per molte patologie; solo nella medicina moderna si è cominciato a parlare di una “malattia nella malattia”. Il dolore è infatti una patologia che solo in Italia colpisce attualmente circa 15 milioni di persone e l’11% di queste non viene trattato adeguatamente dai medici (fonte: ISTAT).

Per tutelare e garantire un equo accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore è stata emanata in Italia la Legge 38 del 2010, considerata una delle più avanzate d’Europa. Purtroppo, solo il 35% dei cittadini sa che in Italia c’è una legge che tutela la gestione del “paziente con dolore” (fonte: Fondazione Isal). Inoltre, da un’indagine condotta da Federconsumatori in collaborazione con Fondazione Ant Italia Onlus e Impact Proactive è emerso che:

  1. il 40% dei cittadini italiani non sa ancora oggi a chi rivolgersi in caso di dolore:
  2. il 32% è stato informato dal proprio medico;
  3. il 22% è stato informato da amici e parenti;
  4. il 14% si è informato autonomamente su Internet.

 

A chi si rivolge Monitor Dolore

Proprio in questo contesto nasce Monitor Dolore, un portale che si pone l’obiettivo di informare su tutti gli aspetti clinici, gestionali e manageriali riguardanti la patologia dolore e offrire un aggiornamento sulle novità che emergono in questo ambito. Mettendo in relazione tutte le informazioni disponibili, i diversi stakeholder potranno reperire in un unico ambiente tutte le notizie di cui necessitano.

Direttori generali, direttori sanitari, direttori di U.O.C. Terapia del dolore e Cure palliative potranno così aggiornarsi sulle disposizioni della Legge 38 e su tutte le emanazioni che ne conseguono, così come sui finanziamenti stanziati per la costruzione di Reti Hub&Spoke, sulle modalità di accesso ai fondi ministeriali destinati alla Legge 38 e sugli obblighi aziendali derivanti dalla legge.

D’altro canto, medici di medicina generale, pediatri di famiglia, algologi, palliativisti, operatori sanitari potranno reperire tutte le informazioni riguardanti le linee guida Internazionali e nazionali per la corretta gestione e il trattamento del dolore acuto e cronico, il modello di Rete Hub&Spoke per migliorare sia la clinical governance – nella presa in carico del paziente – sia la corporate governance, per il coordinamento della rete di strutture ospedaliere e ambulatoriali territoriali. Su Monitor Dolore trovano spazio anche le esperienze di successo nella costituzione di reti, in adempimento alla già citata Legge 38, e ancora l’indicazione di corsi di formazione ECM FAD per l’aggiornamento professionale previsto dalla stessa legge.

Monitor Dolore si rivolge quindi anche ai pazienti, per i quali sono pensati la sezione informativa su cos’è il dolore, l’identificazione dei centri specializzati per il trattamento del dolore nonché gli strumenti utili per gestire al meglio la propria patologia e accrescere l’empowerment, elemento quanto mai centrale nella moderna concezione dell’assistenza sanitaria.

Di seguito sono fornite le risposte ad alcune delle domande più frequenti riguardo il dolore.

Secondo una definizione diffusa e accettata, il dolore è un'esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole associata alla presenza di un danno tissutale, in atto o potenziale, o descritta in termini di tale danno.

La sensazione di dolore è il risultato di un processo fisiopatologico molto complesso che riguarda la trasformazione del cosiddetto stimolo algogeno. Questo processo coinvolge il sistema nocicettivo, composto essenzialmente da neuroni e fibre nervose. Attraverso vie di conduzione ascendenti (in periferia e a livello spinale) gli stimoli algogeni sono indirizzati verso il sistema limbico e la corteccia celebrale, dove sono riconosciuti e interpretati.

Il dolore acuto è una risposta a breve termine a un problema temporaneo, che segnala al paziente la possibile presenza di una patologia sottostante, per la quale potrebbe essere necessario rivolgersi al medico. Il dolore acuto raramente dura più di alcuni giorni o alcune settimane

Si parla di dolore cronico, o dolore persistente, quando il dolore acuto persiste per un periodo sufficientemente lungo. Se, infatti, dopo la fase del dolore acuto la sensazione dolorosa perdura, viene meno la sua utilità biologica e diviene essa stessa vera e propria malattia.

Si tratta di un'ulteriore classificazione del dolore in base a una delle tassonomie accettate. Il dolore somatico deriva dalla stimolazione dei recettori sensoriali, noti come nocicettori, che reagiscono agli stimoli nocivi nei tessuti cutanei o profondi. Il dolore viscerale proviene invece dagli organi interni. Anche il dolore viscerale è mediato dai nocicettori, ma esso è profondo e colico.

Il dolore è, per definizione, un'esperienza soggettiva e non facilmente decodificabile. Esistono tuttavia alcuni strumenti utili per la valutazione del dolore, come le scale di valutazione, disponibili per misurare il livello di dolore sia negli adulti che nei bambini.

Alcune tipologie di dolore possono essere affrontate con dispositivi da banco o medicinali, come gli analgesici. Il dolore può essere affrontato anche con trattamenti quali, per esempio, la crioterapia, utile nel trattamento di emergenza di lesioni acute, e la termoterapia, particolarmente indicata nelle fasi subacute e riabilitative. Qualsiasi trattamento per il dolore deve comunque essere concordato con il medico o il farmacista.

Gli analgesici sono le sostanze che agiscono sul dolore riducendo la sensibilità a esso. Tipici esempi di analgesici per l’automedicazione sono il paracetamolo, l’acido acetilsalicilico e i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).

Innanzitutto, motivi socioeconomici: molti pazienti non dispongono delle risorse finanziarie e/o culturali per rivolgersi al medico perché li esamini e faccia una diagnosi. Un altro motivo riguarda la volontà di evitare altro dolore: alcuni pazienti ritengono che il trattamento del dolore possa richiedere interventi che provocano ulteriore dolore e preferiscono convivere con il livello di dolore sperimentato. Altri pazienti, poi, non si fidano della capacità dei farmaci e dei prodotti da banco di alleviare il dolore.

La Legge 38/2010 è l'attuale normativa di riferimento a livello nazionale per la gestione del dolore. Mira a tutelare e garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore da parte del malato nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza e semplifica le norme relative alla dispensazione dei farmaci per la terapia del dolore.