Legge 38 2010: quadro normativo sul dolore

Nella Gazzetta Ufficiale n. 65 del 19 marzo 2010 è stata pubblicata la Legge 38 del 2010 concernente le disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore.

Si tratta di una legge fortemente innovativa, che fa del nostro Paese uno dei più aggiornati in Europa in questo ambito assistenziale, al punto che l’Organizzazione delle Nazioni Unite, nella revisione della Model Law, si ispira proprio alla nostra normativa al fine di garantire in tutti i Paesi aderenti l’accesso alle terapie analgesiche.

I suoi contenuti sono frutto anche dell’impegno di organizzazioni che operano nell’ambito della tutela dei diritti e della dignità delle persone in ambito sanitario. Si conferisce la piena legittimità al “diritto a non soffrire inutilmente” per il quale molte organizzazioni di cittadini e pazienti, insieme a numerosi professionisti motivati, si sono battuti fortemente, contrastando l’idea e la concezione del dolore e della sofferenza come componenti ineludibili della malattia, da accettare in quanto tale, fino a rassegnarsi alla sopportazione.

La Legge del 38 2010 recepisce e formalizza quanto disposto dalla Carta dei diritti sul dolore inutile promossa dal Tribunale per i diritti del malato, una rete di Cittadinanzattiva, nel 2005.

  1. Diritto a non soffrire inutilmente: ciascun individuo ha diritto a vedere alleviata la propria sofferenza nella maniera più efficace e tempestiva possibile.
  2. Diritto al riconoscimento del dolore: tutti gli individui hanno diritto a essere ascoltati e creduti quando riferiscono del loro dolore.
  3. Diritto di accesso alla terapia del dolore: ciascun individuo ha diritto ad accedere alle cure per alleviare il proprio dolore.
  4. Diritto a un’assistenza qualificata: ciascun individuo ha diritto a ricevere assistenza al dolore, nel rispetto dei più recenti e validati standard di qualità.
  5. Diritto a un’assistenza continua: ogni persona ha diritto a veder alleviata la propria sofferenza per continuità e assiduità, in tutte le fasi della malattia.
  6. Diritto a una scelta libera e informata: ogni persona ha diritto a partecipare attivamente alle decisioni sulla gestione del proprio dolore.
  7. Diritto del bambino, dell’anziano e dei soggetti che non hanno voce: i bambini, gli anziani e i soggetti che “non hanno voce” hanno lo stesso diritto a non provare dolore inutile.

La normativa italiana mira per la prima volta a tutelare e garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore da parte del malato nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza (LEA), al fine di assicurare il rispetto della dignità e dell’autonomia della persona umana, il bisogno di salute, l’equità nell’accesso all’assistenza, la qualità delle cure e la loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze.

Di seguito si riportano gli estremi di normative e decreti che delineano il quadro normativo di riferimento dando indicazioni sul modello organizzativo, strutturale e gestionale da seguire per l’implementazione delle Reti di cura palliative e terapia del dolore:

  1. Legge 38 del 2010, che rappresenta la normativa di riferimento per la Gestione del dolore.
  2. Decreto Legge n. 102 del 2010 con la nomina degli esperti per l’attuazione dei principi contenuti nella Legge 38 2010.
  3. Accordo della Conferenza Stato-Regioni del 28 ottobre 2010 che sancisce il riparto delle risorse destinate al finanziamento del progetto rinominato “Ospedale – Territorio senza dolore”.
  4. Intesa sancita in Conferenza Stato Regioni il 25 luglio 2012 che definisce i requisiti minimi strutturali e organizzativi per l’accreditamento delle Strutture di assistenza ai malati in fase terminale e delle unità di cure palliative e della terapia del dolore.
  5. Accordo della Conferenza Stato-Regioni del 10 Luglio 2014 per l’identificazione delle figure professionali che possono operare nella rete di cure palliative, nella rete di terapia del dolore e nella rete di cure palliative e terapia del dolore pediatrica.