Per conoscere il dolore, è necessario partire dalla definizione o, per meglio dire, dalle definizioni.

“Qualunque sensazione soggettiva di sofferenza provocata da un male fisico”

“Un’esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole associata a danno tissutale, in atto o potenziale, o descritta in termini di danno. Un’esperienza individuale e soggettiva, a cui convergono componenti puramente sensoriali (nocicezione) relative al trasferimento dello stimolo doloroso dalla periferia alle strutture centrali, e componenti esperienziali e affettive, che modulano in maniera importante quanto percepito”

Com’è facile notare, si tratta di due definizioni plausibili ma allo stesso tempo molto diverse tra loro. La prima (fonte: Treccani) è una definizione fortemente connessa alla soggettività della persona e alla contingenza della sensazione fisica provata. La seconda (fonte: IASP, International Association for the Study of Pain) mira a scavare più in profondità, partendo dalla effettiva sensazione provata e addentrandosi nella fisiopatologia del dolore.

In entrambe le soluzioni proposte, comunque, non manca il riferimento alla sensazione, all’esperienza emozionale. La stessa che, nella medicina antica, ha fatto sì che il dolore fosse considerato un mero sintomo: un evento fortuito talvolta in grado di rappresentare un’opportunità diagnostica. La concezione di dolore come sintomo, quasi come inevitabile accompagnamento al percorso della malattia, si è mantenuta fino alla medicina contemporanea, finché cioè ci si è spinti a considerare il dolore come una vera e propria malattia, degna quindi di essere gestita, trattata e curata da medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici specialisti e da tutti gli operatori sanitari.

Nella gestione del paziente da parte delle strutture preposte – che siano territoriali oppure ospedaliere – entra dunque a pieno diritto il trattamento del dolore. Gli ultimi riferimenti normativi, prima fra tutti la Legge 38/2010, vanno proprio in questa direzione, recependo infatti un cambio di paradigma che è culturale ancor prima che gestionale. Con l’obiettivo, fissato pensando soprattutto alla salute e al benessere del paziente, di dare dignità al concetto di “diritto a non soffrire“.

Questa sezione raccoglie una serie di schede informative, liberamente scaricabili in formato pdf, su alcune delle principali patologie dolorose e sulle relative terapie a disposizione del paziente per affrontare il dolore. Le schede informative, redatte all’insegna della chiarezza e alla ricerca della massima comprensibilità, hanno lo scopo di illustrare sintomi, manifestazioni e possibili opzioni di cura delle patologie trattate, con particolare riferimento alla gestione del dolore.

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